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l Palio è l’oggetto della contesa. In trentasei edizioni del Torneo Cavalleresco è stato dipinto da
vari artisti.
Drappi più o meno appariscenti, quasi tutti di rara bellezza. Dall’anno della ‘prima’,
quando il compito
di confezionarlo venne assegnato a Orestina Viozzi,
la continua ricerca di perfezionare e arricchire il ‘trofeo’ ha
sortito effetti visibili oggigiorno nelle sedi rionali. I pittori si
sono sbizzarriti nel riproporre il ‘quadrato’ di Virginio Bracci, la
Collegiata di San Marco, i simboli dei rioni, i cavalieri impegnati
nella Giostra. Negli anni Settanta il sangiorgese Pompeo Pompei,
caricaturista di fama internazionale, firma cinque cenci divenuti
storici. Gli anni Ottanta sono stati caratterizzati da Sandro Trotti
(con il cavaliere stilizzato, simbolo della rievocazione), Franco
Pizzicato e Giorgio Guarnieri. L’ultimo decennio ha visto alla ribalta
il duo Vallesi-Eleuteri, autore nel 1993 del magnifico Palio del
venticinquennale conquistato da Paese Vecchio raffigurante San
Servigliano martire che indica Castel Clementino, e Valerio Valeri (in
arte Azzolino, uno dei più grandi pittori contemporanei italiani),
allievo di maestri toscani formatosi all’alta scuola lucchese e
fiorentina. Ci sono drappi stimati decine di milioni, vere e proprie
opere d’arte e testimonianza postmoderna dei fasti paesani.
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