Porta Navarra 2018-08-07T16:52:23+00:00

PORTA NAVARRA

Il “Giglio”, pseudonimo non che simbolo del Rione, i cui colori sono il bianco-celeste da sempre ha fatto parlare di se’: prima per i trionfi nella Giostra dell’Anello, per merito dell’insuperabile Emilio Mordente (1972-’73-’74-’77-’79), poi per il digiuno di successi (durato dal 1979 al 1994), e per il tris di vittorie firmato da Gianni Vignoli (1994/1996). Altro elemento che caratterizza Porta Navarra, e’ l’accesa rivalita’ con tutti gli altri Rioni, in quanto il Giglio e’ sempre presente in maniera attiva, partecipata e vincente, a tutte le iniziative del Torneo Cavalleresco: tutti i membri del Rione puntano a primeggiare, non lasciando nulla al caso. Il Rione Porta Navarra occupa il lato sud dell’insediamento urbano di Castel Clementino, antico nome di Servigliano, e deve l’appellativo alla casata Navarra (della quale ricordiamo il generale Borbonico Clemente Navarra, nato il 23 luglio 1756 dalla famiglia piu’ in vista del paese, che aveva ricostruito il suo palazzo nella nuova Castel Clementino dopo la frana che porto’ all’abbandono del vecchio incasato e che, negli anni tra il 1797 ed il 1799, guido’ l’insorgenza antinapoleonica del noto “sacco di Castel Clementino”). Per tutti gli anni Settanta il consolato di Mariano Marini si e’ distinto sotto ogni punto di vista: i primi gruppi dei tamburini (’77) e degli sbandieratori (’78), presentati nelle edizioni del Torneo Cavalleresco, furono organizzati proprio dal “Giglio”, che curo’ e realizzo’ nella sartoria e nei laboratori rionali, calzature vestiti ed attrezzature (tamburi e bandiere). Inoltre, la continua e affannosa ricerca di migliorare la parata, ha permesso una crescita dal punto di vista della coreografia e dell’organizzazione interna; basilare, da questo punto di vista, e’ stato l’apporto di Elisia Cordari e delle collaboratrici instancabili della sartoria, le cui abili mani hanno confezionato nel minimo dettaglio, gli abiti tratti dall’ispirazione dei dipinti del XV secolo, veri gioielli del periodo pionieristico. Nel periodo degli anni ’80, si sono succeduti vari consoli, Sergio Rossi, Giovanni Latini( in due mandati), Elvio Marinozzi, Pierluigi Baghetti, stupende prime donne e valenti cavalieri. Tutti gli sforzi e gli impegni messi in quegli anni nel migliorare i componenti della sfilata ed abbellire gli addobbi, hanno tenuto si ben alto il nome e la valenza del Rione, ma non hanno contribuito ad accrescere il numero dei trofei esposti nella sede rionale. Nel ’92 diventa console Angelo Viozzi, protagonista nel ’94 con tutti i fedeli rionanti, della rinascita del Giglio, portata dopo ben 14 anni di digiuno, dal faentino Gianni Vignoli, strappato al Rione Paese Vecchio, per il quale scendeva nell’otto del Torneo, fino all’anno precedente. Carico di entusiasmo, lo stesso Vignoli porta a casa altri due successi consecutivi, negli anni ’95-’96; portando a tre, le vittorie ininterrotte, che regalarono al Rione, oltre al Cavallino d’Argento (premio in palio per il tris consecutivo al campo di gara), un posto d’onore nella storia del Torneo. Per la seconda volta, un Rione vince tre palii consecutivi con lo stesso cavaliere. Con l’avvento di Giancarlo Vallesi, nel 1999, il Rione Porta Navarra, sara’ il primo ad approvare un regolamento interno, alla stregua di una associazione regolarmente depositata. Nel 2001 inizia il lungo “consolato” di Paolo Pipponzi, per anni mente ed anima del folto gruppo di alfieri, con il quale il Rione e’ tornato al successo nella Giostra, per mezzo dell’esperta e precisa mano di Cino Felici nel 2005. Durate la sua reggenza, sono state allestite la nuova taverna, la relativa cucina e quasi tutti gli addobbi che tuttora sono in bella mostra nei giorni del Torneo, magnifici abiti da sfilata realizzati secondo le tecniche riprese dai manuali dei maestri del 1400, nonche’ gli attuali abiti dei gruppi storici che difendono i colori rionali nelle tenzoni tra alfieri e musici. Dal 2006 al 2009 il Rione si e’ contraddistinto nuovamente per una conduzione “fuori dal comune”, affidandosi ad un console donna, Manuela Latini; da sempre presente dietro le quinte del Rione, questa volta pero’, chiamata a trasmettere ai rionanti, la propria carica e spirito d’appartenenza ai colori bianco-celeste. Sotto il suo mandato, il cavaliere giostrante e’ stato Cristian Cordari di Servigliano, che ha ottenuto due successi del periodo 2005/2008, in cui si sono disputate due giostre all’anno; una in notturna nel 2007, e l’altra nella tradizionale edizione diurna del 2008, anno del quarantennale della manifestazione. Dal 2010 al 2012 il console e’ stato Danilo Marinozzi, con il quale il Rione ha continuato il suo processo di crescita. Durante il suo consolato numerose sono state le vittorie degli alfieri, che si sono guadagnati il primato nelle rispettive classifiche, ma allo stesso tempo, sfortunato e poco competitivo al campo dei giochi, non riuscendo nel desideroso intento di vincere la Giostra. In seguito a diventare console, e’ stato Emiliano Ciccoli, storico “primo pistillo” e fragoroso sostenitore della curva ovest, che ha guidato la Contrada dal 2013 al 2015. Anche sotto la sua condotta, il Rione non e’ stato molto fortunato sull’otto di gara, sia con il folignate Matteo Martelli nei primi due anni, che con Cristian Cordari nell’ultimo. Tuttavia come il suo predecessore, e’ stato molto fortunato e vincente sul sagrato di San Marco, sia con i gruppi storici, sia con i risultati conseguiti nella sfida per la miglior taverna, vincendone ben due edizioni consecutive. Non da meno, sono stati i risultati ottenuti anche nella manifestazione ” la donzella del Fermano”, vincendo anche qui nel 2014 e 2015 il premio come dama piu’ bella, con un abito ispirato al celebre dipinto del Crivelli rappresentante la Maddalena. Siamo finalmente giunti ai giorni nostri; dal 2016 e per gli anni che ci porteranno fino all’edizione numero 50 della Giostra dell’Anello, i sostenitori del Giglio, hanno voluto a capo della contrada Emanuele Mercuri. Serviglianese di adozione per amore della famiglia e del Torneo, ragazzo passionale, ambizioso e tenace, affiancato da un nuovo e giovane comitato, carico di entusiasmo ed energia. La prima donna, colei che entrera’ in piazza con profumato giglio in mano, sorridendo ai propri rionanti in festa, sara’ la bellissima Martina Minnetti, che per il Giglio ha gia’ vestito piu’ volte i panni della donzella. Consacrazione del suo portamento ed espressione, e’ stata l’edizione 2012, in cui e’ stata chiamata ad essere dama e portafortuna dell’ambito Palio. A giostrare tra le insidie della stretta e colorata pista, sara’ il confermatissimo Cristian Cordari, nel quale il comitato pone la totale ed unanime fiducia: il suo cuore, il suo fegato e la sua passione sono per tutti i rionati una garanzia di successo, che li fa concordare nel ritenere che, il cavaliere serviglianese, ha raggiunto una maturita’ tale da poter stare nella cerchia dei cavalieri migliori d’Italia. Ad entusiasmare la piazza, come d’altronde fanno da anni, ci saranno Alfieri e Musici, che con la loro maestria, creano spettacoli sempre all’altezza della loro bravura, in grado di emozionare i cuori con i loro suoni e di stupire gli spettatori.

1994 Gianni Vignoli (su North Wind)
1995 Gianni Vignoli (su Flower Bud)
1996 Gianni Vignoli (su North Wind)
2005 Cino Felici (su North Bench)